Per me erano i tempi delle diapositive e di quella che più ho amato, la mitica Ektachrome 64 che sottoesposta di 1/3 o 1/2 stop aumentava incredibilmente la sua già elevata saturazione nativa donando all’immagine avvolgenti tonalità che plasmavano impareggiabili forme, erano i tempi nei quali potevi accedere a zone del porto che ora sono impenetrabili ed il fotografare era molto più semplice e mai guardato con sospetto.
Così, allora, attraversavo i cieli sopra il porto di Livorno inseguendo gli squarci che le mie amiche gru disegnavano con armonia ed eleganza e delle quali non dimenticherò mai la gioia che mi hanno regalato, tutto questo oggi non è più possibile ed allora posso dire: “Ho visto cose che voi...”.