Non sono mai stato un frequentatore di Villa Morazzana e non vi ero mai entrato fino a che una lunga camminata, come sono solito fare, mi ha portato davanti al suo cancello una volta sormontato da due leoni ma ormai crollato e ridotto a macerie, da viandante dell’abbandono mi è venuto spontaneo varcare la sua soglia e le sue porte completamente aperte.
Ambienti multicolorati e pitture anche di una certa originalità la rendono ancora un luogo “accogliente” nonostante l’estremo degrado di tutta la struttura ed i segni evidenti degli stolti che qua sono passati senza alcun rispetto per la sua e la nostra storia.
Non ho provato, come spesso invece mi accade visitando luoghi abbandonati, particolari emozioni e sensazioni e mi è stato difficile immaginarla piena di voci e di esistenze, di feste e canti, di serate mondane e rilassanti passeggiate nel parco, di una cosa però sono sicuro, ho visitato la residenza dell’oblio.